Tabù mestruale: un mistero scritto sul corpo

Con “Tabù mestruale: un mistero che sanguina” sabato 27 ottobre, presso l’associazione ARC onlus a Cagliari, abbiamo inaugurato il ciclo di incontri sulla sessualità femminile “Le stagioni mestruali”.

Abbiamo esplorato la storia di un tabù, rintracciando gli eventi più significativi che nel tempo hanno portato scienza e religione a trasformare il sangue mestruale da sacro a nefasto, da sostanza divina a sporcizia vergognosa. Un tabù strumentale alla costruzione di una gerarchia tra i sessi, ancora oggi potente dispositivo di normazione e controllo sui corpi. Un tabù di cui è possibile liberarsi riaffermando il potere di decidere dei propri corpi e di riciclarsi ogni mese, senza macchia e senza vergogna.

Per circa 40 anni, dalla pubertà alla menopausa, la vita dei corpi femminili è accompagnata e contrassegnata da ben 480 sanguinamenti, 4200 giorni trascorsi a nascondere, stigmatizzare e ostacolare il funzionamento del proprio corpo, 7 giorni al mese di cui non si può parlare, se non sottovoce, utilizzando espressioni sostitutive fantasiose che censurano l’esperienza delle mestruazioni. La maggior parte delle donne vive le mestruazioni come una costrizione e limitazione della propria esistenza, prima ancora che sul piano fisico, su quello mentale, trasformando quel processo fisiologico potenzialmente capace di creare la vita in una delle principali fonti di imbarazzo e vergogna, in famiglia, sull’autobus, a scuola, diventando in alcuni casi, per le più giovani, oggetto di derisione e atti di bullismo.

Il modo in cui viviamo i nostri corpi, nell’aspetto, nella fisiologia, nella manifestazione ed espressione, è legato a doppio filo con la storia dell’umanità, con le guerre per il potere e il controllo, con le ribellioni per la libertà. Spesso a pagare le conseguenze di questo conflitto è proprio la salute, ma pensiamo sia del tutto normale.

Attraverso la ricostruzione dell’esperienza mestruale è possibile entrare in contatto con la sua ciclicità naturale, liberandola dai tabù e arricchendola allo stesso tempo di nuovi significati, per vivere la sessualità femminile in uno stato di salute e benessere.
La conoscenza del ciclo mestruale libera da stereotipi e tabù rappresenta un importante fattore di resilienza per la salute femminile:
– è uno strumento prezioso di ascolto di sé e di consapevolezza del proprio corpo e della propria identità
– è un modo per comunicare più serenamente e apertamente con le persone con cui si condivide la vita di relazione, sia quella intima e famigliare, che quella sociale e lavorativa
– influenza positivamente la salute sessuale e il livello di benessere individuale e di coppia
– aiuta a gestire la fisiologia del ciclo e ridurre il dolore mestruale, mitigando lo stress prodotto dalle pressioni sociali stereotipate sulle mestruazioni.

Con questo piccolo collage di foto, ringraziamo tutte le persone che hanno partecipato all’incontro e condividiamo il desiderio di restituire al ciclo mestruale naturalezza, rispetto e benessere.

Francesca Fadda, Elena Fadda

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