Ascolto CreAttivo – Laboratorio di crescita personale

Testata evento fb

13 Maggio 2017 Ore 9.00 – 12.00

Centro di Fisioterapia R.B.B – Via dei Pisani, 5 Dolianova CA

Un’occasione per osservare e giocare con il nostro canale privilegiato di comunicazione: l’Ascolto.

Entreremo in contatto con quell’insieme di canali percettivi che attiviamo quotidianamente quando siamo in ricezione, intenzionalmente o meno, dei messaggi che arrivano dall’ambiente, dalle altre persone, dal nostro corpo. Attraverso delle attività di gruppo sperimenteremo l’ascolto attivo e l’ascolto interiore, prestando attenzione alle dinamiche interpersonali che si attivano durante il processo comunicativo. L’ascolto attivo promuove la cooperazione e crea un contatto empatico, profondo ed ecologico, migliorando la qualità delle relazioni per il benessere comune.

SCOPO DEL LABORATORIO: permettere ai/alle partecipanti di sperimentare la possibilità di sviluppare la propria competenza d’ascolto partendo dall’esperienza di essere ascoltati/e.

METODOLOGIA: esperienziale, ludico-creativa.

DESTINATAR*: L’attività è rivolta a persone adulte per un numero massimo di 14 partecipanti. Si consiglia di indossare abbigliamento comodo.

Il laboratorio è condotto da Francesca Fadda, psicologa, psicoterapeuta sistemico relazionale http://www.francescafadda.com/

ISCRIZIONI: per partecipare è richiesto un contributo di 8 euro e l’iscrizione via email a fadda.francesca@gmail.com o per telefono al 3472114917, possibilmente entro il 10 maggio.

Nuovo Studio Psicologico e Logopedico – Dolianova

Dal 27 marzo sarà operativo a Dolianova (CA) il nuovo Studio Logopedico e Psicologico in via Sanjust 14a.

Il servizio nasce dalla collaborazione tra due professioniste impegnate nella cura della persona, della famiglia e del miglioramento della qualità della vita, con l’obiettivo di  accogliere e rispondere alla domanda di salute proveniente dal territorio, formulando specifici interventi principalmente nelle aree psicologica clinica e logopedica.

copertina

AREA PSICOLOGICA

Consulenza e terapia individuale
Percorso di durata variabile utile quando si sente di aver bisogno di un supporto durante un periodo particolare di crisi legato alla fase di vita individuale L’obiettivo principale è migliorare la comprensione di sé e favorire il potenziamento delle risorse per una crescita personale e sociale.

Terapia di coppia
Un intervento dedicato alle coppie che vivono momenti di difficoltà, con forte conflittualità, comunicazione difficile, disturbi psicologici in uno o entrambi i partner o problematiche legate alla sfera sessuale.

Consulenza e terapia familiare
Supporto all’intera famiglia in un momento delicato del ciclo vitale familiare (nascita di un figlio, morte di persone care, indipendenza dei figli), o in presenza di un disagio psicologico (difficoltà adolescenziali, separazioni, malattia di un membro della famiglia, episodi di bullismo, etc.).

AREA LOGOPEDICA

Consulenza, valutazione e trattamento:
– dei disturbi del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica;
– dei disturbi della deglutizione in età evolutiva, adulta e geriatrica;
– nello squilibrio muscolare oro-facciale

Ambiti di intervento
Età evolutiva
Disturbi specifici del linguaggio; disturbi dell’apprendimento; deglutizione deviata e squilibrio muscolare oro-facciale; alterazioni dell’articolazione:

Età adulta e geriatrica
Afasia; disartria; riabilitazione cognitiva;
disfagia,

AREA SCOLASTICA

Le professioniste si offrono per collaborare con le scuole di ogni ordine e grado per consulenze, progetti e formazione insegnanti nell’ambito delle seguenti aree:
– sviluppo del linguaggio e degli apprendimenti e delle funzioni oro-deglutitorie;
– educazione all’affettività e sessualità e alle differenze, prevenzione del bullismo.

COME FUNZIONA

Dopo un primo contatto telefonico viene fissato un colloquio di orientamento e consulenza durante il quale si pone l’attenzione sulle principali necessità e/o difficoltà presentate dalla persona e concordati il percorso e gli obiettivi da raggiungere.

A seconda delle situazioni presentate, potranno essere coinvolti/e altri/e professionisti/e operanti in aree affini a quelle proposte.

SOCIAL TIME – COSTO SOCIALE

Il servizio psicologico è convenzionato Social Time e offre un servizio di psicoterapia a costo sociale. Si rivolge a tutti/e coloro che a causa di un basso reddito non possono affrontare i costi di una prestazione erogata privatamente. In base alla fascia del reddito, alla composizione del nucleo familiare e alla tipologia di intervento verrà applicata una tariffa agevolata.  Per poter accedere sarà richiesta la certificazione I.S.E.E..

PER INFORMAZIONI

Dott.ssa Francesca Fadda

Psicologa, psicoterapeuta sistemico relazionale specializzata presso IEFCOSTRE MARCHE, psicosessuologa in formazione presso l’IISS – Istituto italiano di Sessuologia Scientifica. Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Sardegna n. 2314.

Contatti

cell. 3472114917
email fadda.francesca@gmail.com
http://www.francescafadda.com

Dott.ssa Alessandra Soi

Logopedista, laureata in Logopedia presso    l’Università degli Studi di Cagliari,    si occupa disturbi del linguaggio e della comunicazione e disturbi della deglutizione in età evolutiva, adulta e geriatrica; squilibrio muscolare oro-facciale.

Contatti

cell. 3475884558
email: alessandrasoi@yahoo.it

* si riceve solo su appuntamento *

Studio Logopedico e psicologico
Via Sanjust, 14a
Dolianova CA

We made it!

Love Ability – Giornata di studi su sessualità e disabilità

11 Marzo 2017 – ore 10.30/17.00
SEARCH – Sede Espositiva Archivio Storico
Largo Carlo Felice, 2 – Cagliari

Accesso senza barriere
INFO POINT Comune di Cagliari Via Roma, 145
Ascensore Ufficio Sorveglianza

La dimensione relazionale, affettiva e sessuale rappresenta un’area fondamentale del potenziale umano che non può essere esclusa in presenza di una disabilità ma sostenuta e valorizzata in ogni fase del ciclo di vita.
Di sessualità e disabilità si parla tanto ma raramente i due temi vengono affrontati insieme e con un approccio intersezionale. Salvo alcune esperienze frammentarie, che vedono coinvolti attivisti e operatori del settore, infatti, l’esistenza della sessualità per persone con disabilità viene prevalentemente trascurata, negata e sedata.
Love Ability vuole essere un momento di riflessione condivisa e occasione di costruzione di un percorso culturale che coinvolga professionisti, associazioni e familiari al fine di garantire piena cittadinanza alla dimensione affettiva e sessuale delle persone con disabilità.

La giornata di studi si svolge all’interno del V-Art Festival Internazionale Immagine d’Autore, è promossa dall’Associazione culturale LABOR in collaborazione con La Formica Viola, UNICA 2.0 e UNICA LGBT e si rivolge a professionisti e professioniste, studenti e studentesse, familiari e chiunque possa essere interessato/a alla tematica trattata.

La partecipazione è libera e gratuita, per facilitare l’organizzazione dell’evento si richiede una preiscrizione via email a laformicaviola@gmail.com possibilmente entro l’8 marzo 2017.

Organizzazione:
Labor – La Formica Viola – Associazione di promozione sociale (Cagliari, Pescara)
Francesca Fadda cell. 3472114917
laformicaviola@gmail.com
http://www.laformicaviola.com

 

loc

 

PROGRAMMA

MATTINA – Ore 10.30 Registrazione partecipanti

Apertura dei lavori e presentazione giornata
Francesca Fadda – psicologa, psicoterapeuta, associazione La Formica Viola

Saluto delle Associazioni
Giovanni Coda – Presidente LABOR e direttore del V-Art Festival
Ludovica Pili – Unica 2.0
Paolo Usai – Unica LGBT

Modera Maria Rosaria D’Andrea

Presentazione e proiezione video “Insieme si può tutto”
Shawn Serra – speaker radiofonico a Radio In e fondatore di OLTRE

Sesso e disabilità: tabù e pregiudizi da superare – in videoconferenza
Priscilla Berardi – medico, psicoterapeuta, sessuologa

Il corpo sente – sessualità e sordità
Davide Silvestri – psicologo, psicosessuologo in formazione, associazione La Formica Viola

Il ruolo della famiglia nell’educazione alla sessualità e all’affettività
Pierangelo Cappai – presidente associazione Diversamente

Educare all’affettività e alla sessualità nei disturbi dello spettro autistico
Marco Pontis – pedagogista, responsabile progetto CTR Nuove Abilità – CTR onlus

Ore 13.00 Pausa pranzo

POMERIGGIO Ore 14.30 Ripresa dei lavori

Movimento LoveGiver e figura dell’Assistente sessuale – in videoconferenza

Fabrizio Quattrini – Psicologo, psicoterapeuta, sessuologo, Presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica di Roma
Max Ulivieri – Presidente del “Comitato per l’assistenza sessuale alle persone con disabilità”

Dibattito

Ore 17.00 chiusura lavori

*Il programma potrebbe subire delle variazioni

 

Educare alla sessualità – laboratorio per genitori

Educare alla sessualità
“L’amore è carte da decifrare” Ivano Fossati

Venerdì 25 novembre h. 16.30 – 18.30 – Biblioteca Comunale Dolianova
partecipazione GRATUITA
Prenotazione obbligatoria entro il 22 novembre: email laformicaviola@gmail.com – cell. 3472114917

senza-titolo-1
Per i genitori di oggi l’educazione è diventata una sfida affascinante e complessa che se da un lato pone di fronte ai profondi mutamenti sociali che rendono i figli e le figlie così diversi e spesso difficili da decifrare rispetto al passato, dall’altra mantiene inalterato il privilegio di accoglierli e accompagnarli in quel percorso di scoperta tanto avventuroso da rendere unico e irripetibile il viaggio della vita, in ogni sua tappa.

Nell’educare all’affettività e alla sessualità il recupero delle esperienze del passato e dei propri modelli educativi non sempre risulta sufficiente ed efficace. Se è vero infatti che la sessualità dei bambini e delle bambine di oggi è per certi aspetti uguale a quella degli adulti alla loro età, non possiamo trascurare che il clima sociale ed educativo, in cui un tempo gli adulti sono cresciuti, li rendeva meno precoci e spigliati, anche nel mostrare curiosità ed esprimere il bisogno di conoscenza. In questo momento storico si può certamente parlare con maggiore libertà di sessualità, soprattutto per la possibilità di accedere con grande rapidità e facilità a informazioni ed esperienze attraverso le nuove tecnologie e i social, ed è proprio accanto a queste reti di informazione che i genitori possono imparare a porsi per dialogare ancora più apertamente con i propri figlie e le proprie figlie.

Finalità
Il laboratorio si propone di accompagnare i genitori nella costruzione di nuovi strumenti di riflessione e comunicazione con i propri figli e le proprie figlie, sviluppando un approccio olistico e positivo verso la sessualità, considerata come una dimensione globale della personalità che, insieme a quella affettiva, cognitiva e sociale, concorre a formare la soggettività e il pieno sviluppo personale e relazionale.

Obiettivi
– Sviluppare una visione olistica della sessualità
– Prendere consapevolezza dell’influenza dei propri modelli relativi alla sessualità nel comunicare con i/le figli/figlie
– Sperimentare e sviluppare modalità di comunicazione genitori-figli/e adeguate all’età
– Migliorare la capacità e la disponibilità all’ascolto dei bisogni conoscitivi dei bambini e delle bambine in relazione all’affettività e alla sessualità.

Metodologia
Il laboratorio si realizza in un incontro della durata due ore con il coinvolgimento dei/delle partecipanti in attività ludico-Esperienziali, lettura di libri e momenti di riflessione e condivisione.

Destinatari/e
Genitori (in coppia o singolarmente) di qualsiasi età accomunati dal bisogno di confrontarsi sull’educazione alla sessualità e all’affettività. Numero minimo di partecipanti 6, numero massimo 20. Fascia d’età figli/e: 4 – 10 anni.

Conduttrici
Francesca Fadda psicologa e psicoterapeuta sistemico relazionale e familiare, co-fondatrice dell’associazione La Formica Viola con la quale promuove progetti sull’educazione alle differenze e all’affettività.
Roberta Spiga psicologa dell’età evolutiva e psicoterapeuta da oltre dieci anni si occupa dello studio e della cura di bambini e adolescenti. Insegna in un liceo pscicopedagogico e collabora con enti pubblici e privati nel campo della prevenzione e della riabilitazione.

Dalla maternità surrogata al progetto procreativo relazionale

Polaroid Photos of an Newborn Infant and Pregnancy Shots Hanging on a Rope With Clothespins

Polaroid Photos of an Newborn Infant and Pregnancy Shots Hanging on a Rope With Clothespins

La maternità surrogata è un tema molto delicato di cui si è ampiamente parlato nell’ambito dibattito pubblico durante il periodo di approvazione della legge sulle unioni civili, compiendo talvolta l’errore grossolano di confonderlo con l’istituto della stepchild adoption* . La maternità per surrogazione ha generato dei posizionamenti molto netti, ma, data la sua complessità, schierarsi per un SI o per un No è sicuramente poco utile alla comprensione di tutti gli aspetti coinvolti sul piano etico, socio-politico, economico e psicologico.
Il fenomeno è conosciuto da tempo, in passato avveniva nel silenzio e si realizzava prevalentemente nell’ambito dei rapporti interpersonali, ricorrendo, per esempio, all’aiuto di una sorella che metteva a disposizione 9 mesi della sua vita per permettere all’altra di realizzare il proprio desiderio di maternità, ma ancora nessuno poteva incidere sulla libertà di procreare.

Oggi assume connotazioni molto diverse. Con l’aiuto della medicina, e soprattutto con l’avvento delle nuove tecnologie, questa pratica è diventata un fenomeno pubblico e la giurisprudenza ha iniziato a interrogarsi sulla sua disciplina. In molti paesi, come in Italia, è vietata, in alcuni non è disciplinata, in altri è invece regolamentata con leggi specifiche che definiscono vincoli e modalità.

La maternità surrogata o per sostituzione, detta anche gestazione per altri o gestazione d’appoggio – la stessa scelta delle parole denota la complessità della questione – può essere totale o parziale. Nel primo caso la donna non ha alcun rapporto genetico con l’embrione che crescerà ma mette a disposizione solo il proprio corpo per la gestazione; nel secondo caso anche gli ovuli.
Lo scopo della surrogazione può essere economico o di solidarietà. I motivi possono essere diversi:
– Incapacità gestazionale (infertilità, sterilità)
– Coppie same-sex
– Malattia della madre tale per cui una gravidanza potrebbe aggravare lo stato di salute
– Donna che non vuole modificare il proprio corpo (aspetto più teorico e meno riscontrabile nella realtà).

Il dibattito sulla maternità surrogata si concentra principalmente sulle seguenti obiezioni:
– Un terzo viene intromesso nei rapporti di coppia (in senso dispregiativo), violando il patto di fedeltà e mettendo a rischio l’unione familiare (questa obiezione è caduta in disuso).
– Violazione della dignità della donna considerata strumento dei desideri altrui.
– Sfruttamento della donna surrogata: danno a carico di una donna più forte per il desiderio delle donne che vivono in situazioni disagiate
– Il legame madre-bambino/a viene reciso alla nascita
– Costi elevati.

Non essendo questo il contesto per affrontare tutti gli aspetti legati alle obiezioni appena riportate, ci si limiterà a proporre delle riflessioni sulle dinamiche relazionali che si creano tra le figure coinvolte nel processo di surrogazione.

balia-4

Fotogramma Film “La Balia” di Marco Bellocchio del 1999

Prima di prendere qualsiasi posizione è necessario porsi alcune domande.

Chi è la madre? Madre genetica e madre sociale possono essere diverse?
Che tipo di legami familiari si vengono a creare tra la madre genetica, il figlio o la figlia, e i genitori sociali?

Nell’esperienza della madre biologica e/o genetica manca il desiderio di maternità, è assente il progetto, il pensare il figlio dopo la nascita: la donna sa già che genererà un figlio non per se stessa ma per altri.
La madre genetica può per certi aspetti essere paragonata al padre, che per ragioni biologiche non porta il figlio nel suo grembo ma ne diviene a pieno diritto genitore. La genitorialità infatti inizia molto prima della gestazione e sono diversi gli elementi che concorrono nel definire la scelta di dare vita ad un figlio, potenzialmente descrivibili in fasi, che vanno dalla sperimentazione del desiderio genitoriale fino alla definizione e appropriazione del ruolo genitoriale.
I genitori all’interno di una coppia o il singolo genitore che sceglie di dar vita ad un figlio senza partner, desiderano, accolgono, pensano, progettano la propria vita, con un impegno – personale, emotivo, economico. Tale progettualità è in grado di creare, accanto a quel luogo corporeo nel quale prenderà vita il feto, uno spazio affettivo, un nido simbolico, che predispone all’accoglienza del figlio creando le radici del legame molto prima della nascita.
Da un punto di vista relazionale è fondamentale considerare il sistema all’interno del quale il bambino viene pensato e generato. Un sistema che va ampliato e allargato nella sua rappresentazione e configurazione, come accade nelle famiglie ricomposte.
La madre surrogata partecipa al processo procreativo senza assumere l’identità genitoriale che ne fa il “proprio” figlio o la “propria “figlia”. I genitori intenzionali partecipano pienamente alla relazione con il figlio attraverso la madre surrogata. L’attaccamento della madre verso il feto è multidimensionale e chiama in causa aspetti diversi per la gestante e per i genitori intenzionali, nel primo caso infatti l’attaccamento subisce un processo diverso perché manca la preoccupazione per il futuro del feto, proiettata sui genitori intenzionali, autori del progetto procreativo.
Il riferimento alla madre surrogata, la cui presenza può essere reale o simbolica, che in termini giuridici si configura nel diritto alle origini, permette la legittimazione di una memoria biologica, quell’esperienza primordiale del feto all’interno dell’utero che va riconosciuta e valorizzata nei racconti della sua nascita, negandola e recidendola si rischia di creare un tabù, un segreto, un vuoto narrativo nello sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale. Non va sottovalutato infatti l’impatto dell’espressione emotiva non verbale, che passa attraverso il silenzio rivelatore e linguaggio del corpo, i non detti hanno spesso un potere maggiore delle parole.
È di grande importanza riconoscere nella storia familiare la figura della madre surrogata e inserirla nella rappresentazioni genealogiche attraverso fiabe e metafore che progressivamente si arricchiscono di informazioni sempre più comprensibili al figlio in base all’età.
Il ritratto familiare che viene così dipinto non differisce da quello che si realizzava quando i bambini venivano dati a balia alla nascita o da quello che prende vita dalle famiglie che attraversano una ricostituzione, in seguito a separazioni e ricomposizioni. La crescita e lo sviluppo richiedono relazioni affettive di qualità, senso di appartenenza, cura dei legami.

Ci sono due lasciti durevoli che possiamo dare ai nostri figli e alle nostre figlie. Uno sono le radici. L’altro sono le ali.
Hodding Carte

Note

  • La stepchild adoption è il meccanismo che permette ad uno dei membri di una coppia di essere riconosciuto come genitore del figlio, biologico o adottivo, del compagno o della compagna.
  •  Quando si parla di coppia si fa riferimento all’unione di due persone di sesso diverso o dello stesso sesso che intrattengono una relazione, sia essa di fatto o legalmente riconosciuta dall’istituto delle unioni civili o del matrimonio. Attualmente il 90% delle coppie che ricorre alla surrogazione è eterosessuale.
  • L’uso alternato al maschile e al femminile dei termini figlio e figlia è stato scelto esclusivamente per motivi di praticità linguistica.

L’articolo nasce da riflessioni e appunti di viaggio presi durante la II edizione dell’International Summer School on Gender Studies 2016 – Le nuove frontiere del diritto e della politica. Questioni LGBT – UNIMC Università di Macerata

Note bibliografiche
Corti I., 2000. La maternità per sostituzione. Giuffrè
Ferrari F., 2015. La Famiglia Inattesa. I genitori omosessuali e i loro figli. Mimesis. Frontiere della psiche.
Gambini P., 2007. Psicologia della Famiglia. La prospettiva sistemico-relazionale. Milano, Franco Angeli