Affrontare il tema della sessualità a volte è più difficile che parlare del terrorismo!

22879218_10215134437703732_274428736_oAffrontare il tema della sessualità a volte è più difficile che parlare del terrorismo! Questa affermazione molto forte ma emblematica racchiude il senso dell’incontro per genitori “Educare allla sessualità”  avvenuto il 24 ottobre 2017 nell’ambito dell’iniziativa Settimane del Benessere 2017 promossa dall’Ordine degli Psicologi della Sardegna, presso la sede di ARC onlus.

La formazione sessuale, quale territorio così importante per lo sviluppo della personalità, insieme alla crescita affettiva, cognitiva e sociale, sembra disseminata di mine silenti: antichi tabù, paure, incertezze, blocchi e solitudini. Compito del genitore è ripercorrere le proprie tappe, rinarrarle per trasformare quelle mine in risorse e riuscire così ad  accompagnare i propri figli e le proprie figlie nel percorso di costruzione della propria identità, della propria mappa del mondo di relazioni e legami.

Durante il laboratorio di ieri, attraverso il confronto e la condivisione, si  è generato un grande senso di fiducia, ci si è dato il permesso di parlare, il coraggio di raccontare anche i propri limiti per capire che sono proprio questi la chiave di volta nell’educazione alla sessualità e all’affettività. Si è pure scoperto che parlare tra mamme di sessualità è divertente e piacevole e che potrebbe essere vissuto con altrettanta leggerezza anche nella relazione con i figli e le figlie. Come si parla di argomenti complessi, come il  terrorismo, si può parlare di sessualità, in modo diretto e sereno, per preparare ad affrontare la vita con responsabilità e appagamento, consapevoli dei rischi, con gli strumenti per affrontarli in sicurezza, ma anche delle dimensioni piacevoli e di benessere che la sessualità riserva.

A conclusione dell’incontro ci siamo lasciate però con un grande interrogativo:

dove sono i papà?

In attesa di chiederlo direttamente agli interessati e avere una loro forte partecipazione, progetteremo i prossimi incontri a tema, partendo proprio dai bisogni espressi durante questo e altri laboratori realizzati precedentemente.

Chi desidera essere informat* sulle prossime iniziative può chiedere di iscriversi alla mailing list genitori inviando una mail a fadda.francesca@gmail.com e seguire le iniziative su facebook sulla pagina ARC onlus e Dott.ssa Francesca Fadda Psicologa Psicoterapeuta.

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Sessualità in gravidanza? Un filo rosso che alimenta la conoscenza di sé

Pubblicato da http://www.ilclubdeigenitori.it

filo-rosso

La gravidanza e la nascita di un/a figlio/a sono eventi estremamente significativi del ciclo di vita individuale e della coppia. Un carico di aspettative, investimenti, emozioni e paure invade lo spazio vitale, attivando un processo di cambiamento e ridefinizione dei luoghi identitari e relazionali e una rinegoziazione di regole in numerose aree fisiche e simboliche. Ad essere perturbata è più di tutte la sfera della sessualità, ignorata dai servizi e ammantata di stereotipi e false convinzioni che ne impediscono una armoniosa e piena espressione in un momento estremamente importante della propria esistenza.
Se da un lato, infatti, osserviamo una crescente attenzione verso la maternità con interventi di preparazione al parto, dall’altra si riscontra una certa trascuratezza per l’intimità e la sessualità della coppia, tanto per la donna quanto per l’uomo. Secondo una ricerca del 2009 (Brtnicka) il 76% delle donne incinta esprime il bisogno di avere informazioni sulla sessualità nei consultori familiari e circa la metà dichiara di aver ricevuto informazioni insufficienti dal personale sanitario. Inoltre, mentre molte/i ginecologhe/i dichiarano di discutere di problematiche sessuali con le donne in gravidanza e nel post partum, i due terzi delle donne non ne ha alcuna memoria.
La carenza di informazione e la medicalizzazione ancora forte della gravidanza, hanno portato ad una sua desessualizzazione. L’associazione del momento della nascita al dolore allontana e nega la dimensione del piacere, mettendo in modalità di attesa l’esperienza intima della gestazione, per la coppia, per i singoli partner, per le mamme che si preparano alla creazione di una famiglia monoparentale.

Close up of loving pregnant couple on bed
Alla fine degli anni 70 un noto programma di ricerca condotto da Masters e Johnson ha dato il via ad una grande quantità di studi in tutto il mondo sull’influenza della gravidanza sull’erotismo e in particolare sulla risposta sessuale femminile, contribuendo a sfatare falsi miti e pregiudizi sull’attività sessuale durante la gestazione.
Alcuni tra i più diffusi stereotipi sulla sessualità in gravidanza sono ancora facilmente riscontrabili, in particolare quelli per cui le donne gravide perdono interesse per il sesso e non riescono ad avere orgasmi, insieme alla convinzione per cui il rapporto sessuale praticato nei primi mesi di gravidanza può essere pericoloso per il feto o ancora che gli uomini non dimostrano interesse sessuale per le donne incinte. Vale la pena menzionare anche quelli un po’ più fantasiosi e divertenti, come la credenza che lo sperma possa arrivare fino al bambino che lo userà come nutrimento o che fare l’amore in gravidanza indurrà il nascituro ad avere un maggiore desiderio sessuale (Panzeri, Donà, & Cusinato,2006, p. 2).
La maggior parte degli studi converge nel dimostrare, in maniera più o meno accentuata, differenze tra i tre trimestri della gravidanza nella vita sessuale, valutandone la qualità in riferimento ai diversi parametri della funzione sessuale: desiderio, eccitazione orgasmo, soddisfazione e frequenza dei rapporti.
Nel primo trimestre l’erotismo e l’efficienza nell’attività sessuale risultano molto variabili, ma complessivamente si assiste ad un calo notevole del desiderio e della frequenza dei rapporti. L’erotismo, minimo o inesistente, lascia spazio alle preoccupazioni per il/la nascituro/a e al prendere confidenza con i primi cambiamenti fisici, ormonali ed emotivi. Un insieme complesso di fattori concorre nel determinare la percezione di una ridotta attrazione per il/la partner e una diminuzione dell’eccitabilità sessuale.
Le cose iniziano a cambiare all’inizio del secondo trimestre con un migliore stato di benessere, dovuto al venir meno delle nausee e dei disturbi somatici, al miglioramento dell’umore e all’elaborazione emotiva della gravidanza. Un nuovo equilibrio psicofisico sembra risvegliare l’erotismo con un aumentato interesse per l’attività sessuale, sia per il coito che per l’autoerotismo, e una maggiore facilità e frequenza nel raggiungimento della fase orgasmica, dovuta, probabilmente, anche ad un aumento della secrezione lubrificante vaginale (legata ad una maggiore congestione venosa del canale vaginale), che si presenta proprio a partire alla fine del primo trimestre e permane per tutto il resto della gravidanza.
Nel terzo trimestre si verifica nuovamente una riduzione notevole dell’attività sessuale, dovuta presumibilmente sia a fattori fisici, come l’aumento di peso e i cambiamenti nella fisiologia vaginale, e psicologici, legati soprattutto alle preoccupazioni e alle paure ispirate all’avvicinarsi del parto. Spesso sono i medici a vietare i rapporti sessuali in questa fase e per i tre mesi successivi alla gravidanza, una proibizione che genera malcontento se non supportata da una valutazione soggettiva della situazione di salute della donna e da una corretta informazione alla coppia. Sembra infatti esserci una correlazione forte tra il grado di informazione della donna da parte dal ginecologo e il suo piacere sessuale in gravidanza, questo vale anche per il partner, che se coinvolto vive con meno frustrazione la prescrizione di continenza, comprendendone le motivazioni, e vive con una maggiore partecipazione attiva il percorso della gravidanza.
Dopo la nascita la ripresa dell’attività sessuale è molto lenta, tra le spiegazioni più frequenti vi sono la stanchezza e il senso di debolezza, i dolori durante il coito, l’irritazione della vagina e il timore che i rapporti possano danneggiare il fisico. Il parto cesareo sembra influire molto meno rispetto a quello naturale con episiotomia, infatti la guarigione del perineo e i dolori che ne derivano possono rappresentare un freno reale alla ripresa dei rapporti sessuali. Sembra che l’allattamento abbia invece un ruolo acceleratore del risveglio dell’interesse sessuale, l’argomento è ancora avvolto dal pregiudizio, ma molte donne raccontano di essersi sentite stimolate dalla suzione. In generale, entro le prime sei settimane e due mesi dal parto, tutte le funzioni sessuali possono riprendere l’andamento che avevano precedentemente. La qualità della sessualità prima del concepimento ha un’influenza rilevante durante l’intera gravidanza e nella ripresa dell’intimità dopo il parto.
Nel tempo che precede e attraversa la gestazione è di grande importanza portare l’attenzione sulla comunicazione all’interno della coppia, promuovere uno scambio continuo che sviluppi una consapevolezza reciproca dei propri vissuti intimi, mantenere attivo il legame erotico anche quando, naturalmente o per sopraggiunte condizioni mediche, richieda di essere allentato. Creare uno spazio di condivisione e contatto, in cui in maniera creativa si possano sperimentare fantasie ed effusioni, permette di vivere in maniera più armoniosa e sana la relazione, allenando i muscoli emotivi al raggiungimento di un nuovo equilibrio tra intimità e genitorialità. Nutrire questo spazio permetterà un allargamento funzionale e graduale del sistema relazionale, facendo in modo che il/la figlio/a prenda posto nel suo nido senza che questo occupi la casa simbolica della coppia e lo spazio delle identità.
Come nella leggenda giapponese del filo rosso, la sessualità può diventare quel cordoncino da tenere stretto durante la gravidanza, quale simbolo di una ricerca che alimenta la conoscenza di sé, il contatto con la propria parte più profonda, la vicinanza emotiva ed intima con la persona con cui si è scelto, se lo si è scelto, di condividere uno dei passaggi evolutivi più delicati del proprio cammino. Il filo rosso legato al mignolo non è visibile, ma è molto lungo e indistruttibile, si aggroviglia e crea intrecci che possono mettere alla prova chi tiene i due capi. In un gioco di tensioni e rilasci, ogni singolo groviglio sciolto rappresenta il superamento di un ostacolo, ogni nodo districato il rafforzamento del legame.

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Bibliografia

Brtnicka H., Weiss P., Zverina J. (2009). Huan sexuality during pregnancy and the post partum period. Batisl Lek Listy, 110 (7): 427 – 31.

Carta S. (1996). Via familiare. Strutture, processi, conflitti. Milano, Giuffrè Editore

Coluccini F. (2016). La sessualità in gravidanza. Un progetto di educazione sessuale per coppie in attesa. Rivista Elementi di sessuologia

Masters, W., & Johnson, V. (1967). L’atto sessuale nell’uomo e nella donna. Milano, Feltrinelli

Panzeri, M., Donà, M.A., Cusinato, M. (2006). La sessualità della coppia nel ciclo di vita familiare. Rivista di Sessuologia, 30, 93-97.
Piu F. (2008). Gravidanza e sessualità. Tesi di specializzazione Istituto Italiano di Sessuologia Roma
Zagaria L. (2016). Dalla diade alla triade. Variazioni e ripercussioni sulla vita sessuale di coppia. Tesi di specializzazione Istituto Italiano di Sessuologia Roma

 

Love Ability PRIDE – Sassari 9 giugno 2017

Love Ability PRIDE
Incontro pubblico su sessualità e disabilità
9 giugno 2017 ore 17.00
Via Roma 105 – Sassari

Di sessualità e disabilità si parla tanto ma raramente i due temi vengono affrontati insieme e con un approccio intersezionale che tenga conto della pluralità e dell’interconnessione delle differenze nei processi di discriminazione sociale.
Salvo alcune esperienze frammentarie, che vedono coinvolt* attivist* e operatori/operatrici del settore, infatti, l’esistenza della sessualità per persone con disabilità viene prevalentemente trascurata e negata, anche nelle comunità LGBT.
Eppure la dimensione relazionale, affettiva e sessuale rappresenta un’area fondamentale del potenziale umano e per il benessere della comunità che non può essere esclusa in presenza di una disabilità ma sostenuta e valorizzata in ogni fase del ciclo di vita.

Love Ability PRIDE vuole essere un momento di riflessione condivisa e di costruzione di linguaggi comuni al fine di garantire piena cittadinanza alla dimensione affettiva e sessuale delle persone di ogni orientamento sessuale con disabilità.

L’evento è promosso dall’associazione La Formica Viola, che ringrazia l’ospitalità del MOS Movimento Omosessuale Sardo all’interno del loro percorso PRIDE, e si rivolge a liber* cittadin*, professionist*, studenti e studentesse, familiari e chiunque possa essere interessato/a alla tematica trattata.

PROGRAMMA

Introduce e modera Maria Rosaria D’Andrea

Presentazione LoveAbility Pride
Francesca Fadda – psicologa, psicoterapeuta, associazione La Formica Viola

Sesso, disabilità e orientamento sessuale: tabù e pregiudizi da superare – in videoconferenza
Priscilla Berardi – medico, psicoterapeuta, sessuologa

Discriminazione di genere e sessualità nella disabilità
Francesca Arcadu – Attivista e coordinatrice Gruppo Donne UILDM

Movimento LoveGiver e figura dell’Assistente sessuale – in videoconferenza
Fabrizio Quattrini – Psicologo, psicoterapeuta, sessuologo, Presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica di Roma
Max Ulivieri – Presidente del Comitato per l’assistenza sessuale alle persone con disabilità

A seguire i relatori e le relatrici risponderanno alle domande del pubblico.

INGRESSO LIBERO

Informazioni
La Formica Viola – Associazione di promozione sociale (Cagliari, Pescara)
Francesca Fadda cell. 3472114917
laformicaviola@gmail.com
http://www.laformicaviola.com

Love-Ability

Educare alla sessualità #queeresima2017

LABORATORIO PER GENITORI
Educare alla sessualità – “L’amore è carte da decifrare”

Venerdì 16 giugno ore 17.00 – 19.30 (SOLD OUT)

Sabato 17 giugno ore 17.00 – 19.30 

Cagliari, via Falzarego, 35 – primo piano

LOCANDINA 16.17

Per i genitori di oggi l’educazione è diventata una sfida affascinante e complessa che se da un lato pone di fronte ai profondi mutamenti sociali che rendono i figli e le figlie così diversi e spesso difficili da decifrare rispetto al passato, dall’altra mantiene inalterato il privilegio di accoglierli e accompagnarli in quel percorso di scoperta tanto avventuroso da rendere unico e irripetibile il viaggio della vita, in ogni sua tappa.

Nell’educare all’affettività e alla sessualità il recupero delle esperienze del passato e dei propri modelli educativi non sempre risulta sufficiente ed efficace. Se è vero infatti che la sessualità dei bambini e delle bambine di oggi è per certi aspetti uguale a quella degli adulti alla loro età, non possiamo trascurare che il clima sociale ed educativo, in cui un tempo gli adulti sono cresciuti, li rendeva meno precoci e spigliati, anche nel mostrare curiosità ed esprimere il bisogno di conoscenza. In questo momento storico si può certamente parlare con maggiore libertà di sessualità, soprattutto per la possibilità di accedere con grande rapidità e facilità a informazioni ed esperienze attraverso le nuove tecnologie e i social, ed è proprio accanto a queste reti di informazione che i genitori possono imparare a porsi per dialogare ancora più apertamente con i propri figlie e le proprie figlie.

Finalità
Il laboratorio si propone di accompagnare i genitori nella costruzione di nuovi strumenti di riflessione e comunicazione con i propri figli e le proprie figlie, sviluppando un approccio olistico e positivo verso la sessualità, considerata come una dimensione globale della personalità che, insieme a quella affettiva, cognitiva e sociale, concorre a formare la soggettività e il pieno sviluppo personale e relazionale.

Obiettivi
– Sviluppare una visione olistica della sessualità
– Prendere consapevolezza dell’influenza dei propri modelli relativi alla sessualità nel comunicare con i/le figli/figlie
– Sperimentare e sviluppare modalità di comunicazione genitori-figli/e adeguate all’età
– Migliorare la capacità e la disponibilità all’ascolto dei bisogni conoscitivi dei bambini e delle bambine in relazione all’affettività e alla sessualità.

Metodologia
Il laboratorio si realizza in un incontro della durata due ore con il coinvolgimento dei/delle partecipanti in attività ludico-Esperienziali, lettura di libri e momenti di riflessione e condivisione.

Destinatari
Genitori (in coppia o singolarmente) di qualsiasi età accomunati dal bisogno di confrontarsi sull’educazione alla sessualità e all’affettività. Fino ad un numero massimo di 20 partecipanti.

Conduttrice
Francesca Fadda è Psicologa, psicoterapeuta sistemico relazionale, attualmente in formazione come psicosessuologa presso l’IISS – Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica di Roma.
Svolge la libera professione da quattro anni occupandosi prevalentemente di problematiche relazionali e familiari e intervenendo nell’ambito della salute e del benessere psicosociale, con percorsi di crescita personale, individuali e di gruppo. È cofondatrice de La Formica Viola, associazione di promozione sociale che opera nelle Regioni Abruzzo e Sardegna per la promozione della cultura del rispetto e delle differenze, organizzando eventi culturali ed interventi nelle scuole, principalmente su tematiche LGBT e differenze di genere.

La partecipazione è gratuita, richiesta prenotazione anticipata.

Informazioni e iscrizioni:
email la formicaviola@gmail.com – cell. 3472114917 (Francesca Fadda).

L’evento rientra nella programmazione di Queeresima 2017, progetto coordinato e curato dall’associazione Culturale e di Volontariato ARC onlus Cagliari per promuovere i diritti e la cultura delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e queer.

Ascolto CreAttivo – Laboratorio di crescita personale

Testata evento fb

13 Maggio 2017 Ore 9.00 – 12.00

Centro di Fisioterapia R.B.B – Via dei Pisani, 5 Dolianova CA

Un’occasione per osservare e giocare con il nostro canale privilegiato di comunicazione: l’Ascolto.

Entreremo in contatto con quell’insieme di canali percettivi che attiviamo quotidianamente quando siamo in ricezione, intenzionalmente o meno, dei messaggi che arrivano dall’ambiente, dalle altre persone, dal nostro corpo. Attraverso delle attività di gruppo sperimenteremo l’ascolto attivo e l’ascolto interiore, prestando attenzione alle dinamiche interpersonali che si attivano durante il processo comunicativo. L’ascolto attivo promuove la cooperazione e crea un contatto empatico, profondo ed ecologico, migliorando la qualità delle relazioni per il benessere comune.

SCOPO DEL LABORATORIO: permettere ai/alle partecipanti di sperimentare la possibilità di sviluppare la propria competenza d’ascolto partendo dall’esperienza di essere ascoltati/e.

METODOLOGIA: esperienziale, ludico-creativa.

DESTINATAR*: L’attività è rivolta a persone adulte per un numero massimo di 14 partecipanti. Si consiglia di indossare abbigliamento comodo.

Il laboratorio è condotto da Francesca Fadda, psicologa, psicoterapeuta sistemico relazionale http://www.francescafadda.com/

ISCRIZIONI: per partecipare è richiesto un contributo di 8 euro e l’iscrizione via email a fadda.francesca@gmail.com o per telefono al 3472114917, possibilmente entro il 10 maggio.